Cannabis nei Paesi Bassi: il progetto pilota amplia l’offerta nei coffeeshop

Cannabis nei Paesi Bassi: il progetto pilota amplia l’offerta nei coffeeshop

Il progetto pilota olandese sulla filiera regolamentata della cannabis sta cambiando l’offerta dei coffeeshop: nei dieci comuni partecipanti sono aumentate le varietà e le tipologie di prodotti disponibili. È il dato più evidente della prima rilevazione successiva all’avvio della fase sperimentale, pubblicata il 9 settembre 2026. I ricercatori avvertono però che è ancora presto per stabilire gli effetti di lungo periodo su salute pubblica, sicurezza e mercato illegale.

Come funziona la sperimentazione

Nei Paesi Bassi la vendita di cannabis nei coffeeshop è da tempo tollerata a determinate condizioni, mentre la produzione e la fornitura ai locali restano vietate nel sistema ordinario. Il progetto, chiamato Controlled Cannabis Supply Chain Experiment, verifica se sia possibile sostituire questa filiera non regolamentata con una produzione, distribuzione e vendita sottoposte a controlli. Non equivale, quindi, a una legalizzazione generalizzata della cannabis nel Paese.

La fase sperimentale è iniziata il 7 aprile 2025, dopo una fase di transizione in cui i coffeeshop potevano vendere sia prodotti regolamentati sia prodotti provenienti dal precedente sistema di tolleranza. Nei dieci comuni coinvolti, tutti i coffeeshop partecipano al programma e possono vendere cannabis proveniente dalla filiera regolamentata. La fase sperimentale è prevista per quattro anni, con una possibile proroga fino a 18 mesi.

Più prodotti, prezzi diversi

La prima rilevazione mostra un assortimento più ampio nei comuni partecipanti rispetto alla situazione precedente al progetto. Sui menu compaiono più varietà di cannabis, hashish e joint pre-rollati; in molti locali sono disponibili anche prodotti come edibili, vape e concentrati. L’aumento della varietà è stato maggiore rispetto a quello osservato nei comuni usati per il confronto. Alcuni prodotti riportano percentuali di THC molto elevate, un aspetto che suscita preoccupazione tra amministrazioni locali e operatori della prevenzione.

L’andamento dei prezzi non è uniforme. Nei comuni partecipanti il prezzo medio della cannabis in fiore indicato nei menu è diminuito più che nei comuni di confronto, soprattutto per la cannabis coltivata nei Paesi Bassi. Il prezzo medio dell’hashish, invece, è cresciuto maggiormente; quello dei pre-roll è salito leggermente in entrambi i gruppi di comuni. I risultati non sostengono quindi l’idea che la filiera regolamentata renda automaticamente più economico ogni prodotto.

Visite stabili e criticità iniziali

Nonostante la maggiore scelta, il numero di visitatori dei coffeeshop e la frequenza delle visite risultano sostanzialmente stabili. Nel complesso, lo studio non rileva neppure differenze chiare nella frequenza del consumo di cannabis tra comuni partecipanti e comuni di confronto. I clienti dei locali coinvolti, tuttavia, giudicano il rapporto qualità-prezzo della cannabis in fiore più favorevolmente rispetto alla rilevazione precedente.

Secondo gli operatori intervistati, la filiera chiusa ha migliorato la trasparenza sull’origine dei prodotti, la collaborazione tra soggetti coinvolti e la standardizzazione delle procedure di produzione, trasporto e vendita. Il sistema di tracciamento ha avuto problemi tecnici e operativi all’avvio; i coffeeshop hanno inoltre segnalato disponibilità limitata di alcuni prodotti, soprattutto dell’hashish.

Il mercato illegale non è scomparso. Tra i motivi indicati da chi acquista cannabis fuori dai coffeeshop figurano prezzi più bassi e la possibilità di comprare quantità maggiori. Sul territorio, i residenti e i lavoratori nelle vicinanze dei locali hanno valutato la vivibilità delle aree esaminate con punteggi medi fra 7,6 e 7,8 su 10, ma i ricercatori non hanno trovato prove convincenti di un miglioramento o di un peggioramento attribuibile al progetto.

Cosa misura il rapporto

La ricerca è condotta da Trimbos Institute, Breuer&Intraval e RAND Europe per il centro olandese WODC, su incarico dei ministeri della Giustizia e Sicurezza e della Salute, Welfare e Sport. Confronta dieci comuni partecipanti con dieci comuni che mantengono il sistema ordinario di tolleranza; la raccolta dei dati si è svolta in gran parte tra settembre 2025 e marzo 2026.

Come riportato da Ganjapreneur, lo studio comprende 85 interviste a soggetti coinvolti nel settore, questionari rivolti a 865 visitatori dei coffeeshop e a 441 persone che vivono o lavorano nelle loro vicinanze. I ricercatori hanno inoltre monitorato gli accessi in 143 coffeeshop e analizzato offerta e prezzi di 134 locali.

Questa è la prima di quattro rilevazioni annuali successive alla misurazione iniziale. Una valutazione è prevista nel 2028, mentre il governo olandese dovrebbe decidere nel 2029 come proseguire. Fino ad allora, l’aumento della varietà resta un risultato osservato, non una prova conclusiva degli effetti complessivi della regolamentazione.

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