Patente ritirata per cannabis: insegnante friulana assolta perché il fatto non sussiste

Patente ritirata per cannabis: insegnante friulana assolta perché il fatto non sussiste

Il caso di Elena Tuniz: assoluzione storica dal Tribunale di Udine

Il Tribunale di Udine ha assolto Elena Tuniz con la formula "perché il fatto non sussiste", ponendo fine a un lungo procedimento penale nato da una dubbia positività al THC rilevata dopo un incidente stradale causato da un malore, successivamente identificato come crisi epilettica.

La vicenda aveva portato al ritiro della patente e a un processo penale in cui Tuniz rischiava fino a due anni di carcere e una multa fino a 12.000 euro. Un caso che era diventato simbolo delle criticità legate alle modifiche introdotte al Codice della Strada a partire dal 14 dicembre 2024.

Cosa prevede il nuovo Codice della Strada sull'articolo 187

Le modifiche al Codice della Strada introdotte a fine 2024 prevedono sanzioni severe per chi risulta positivo a un test antidroga, anche in assenza di una dimostrata alterazione alla guida. Per le sostanze stupefacenti, a differenza dell'alcol (che richiede il superamento di 0,5 mg/l nel sangue), è sufficiente la sola positività al test.

Il problema è particolarmente rilevante per i cannabinoidi, rilevabili fino a 80 ore dopo l'uso, o a causa di falsi positivi da farmaci o da canapa light (CBD). Le linee guida del Ministero dei Trasporti invitano a tenere conto delle prescrizioni di cannabis medica, ma nessuna eccezione esplicita è stata introdotta nella norma.

La sentenza della Corte Costituzionale di gennaio 2026

A gennaio 2026, la Corte Costituzionale aveva esaminato il ricorso di quattro tribunali sull'articolo 187 del nuovo Codice della Strada, stabilendo che la norma resta in vigore ma con un'interpretazione restrittiva: i giudici devono applicarla tenendo conto del nesso temporale tra assunzione e guida e della effettiva capacità della sostanza di incidere sulla guida al momento del fatto.

Non si è trattato di una bocciatura della riforma, ma neppure di un via libera pieno. Una sentenza che ha aperto la strada all'assoluzione di Elena Tuniz.

La pubblica ministero chiede l'assoluzione

Nel corso dell'udienza, la stessa pubblica ministero ha chiesto l'assoluzione, sostenendo che, alla luce della sentenza della Corte Costituzionale, non vi erano elementi per affermare che al momento dell'incidente Elena Tuniz si trovasse in stato di alterazione psicofisica — presupposto indispensabile per configurare il reato. Il giudice ha fatto propria questa tesi, pronunciando l'assoluzione piena.

Le parole di Meglio Legale

Antonella Soldo, presidente di Meglio Legale, l'associazione che ha sostenuto il caso, ha commentato:

«Questa sentenza restituisce giustizia a Elena, ma non cancella quello che ha dovuto subire in questi mesi. Ha perso il lavoro da insegnante a tempo indeterminato, è stata trascinata in un procedimento penale nel quale rischiava fino a due anni di carcere e una multa fino a 12 mila euro, pur non rappresentando alcun pericolo per la sicurezza stradale. Il tribunale ha stabilito che il fatto non sussiste. È la conferma che il problema non era Elena: il problema è una legge che continua a colpire le persone sbagliate. Questa assoluzione è una vittoria per Elena, ma anche un monito per il legislatore: il nuovo articolo 187 va cambiato, prima che altre persone paghino un prezzo così alto per una norma ideologica e profondamente ingiusta.»

Canapa light e falsi positivi: un problema reale

Il caso Tuniz mette in luce un tema cruciale per migliaia di consumatori di prodotti a base di CBD e canapa industriale: la possibilità di risultare positivi a un test antidroga pur non essendo in stato di alterazione. I cannabinoidi derivati dalla canapa light (con THC inferiore allo 0,2%) possono essere rilevati nei test per ore o giorni dopo l'assunzione, senza alcun effetto psicoattivo residuo.

Questa sentenza rappresenta un precedente importante e un segnale chiaro: la positività al test non equivale ad alterazione alla guida. Una distinzione fondamentale che il legislatore è ora chiamato a recepire in modo esplicito nella norma.

Conclusioni

L'assoluzione di Elena Tuniz è una vittoria per i diritti individuali e per la corretta applicazione del principio di proporzionalità nel diritto penale. Rimane aperta la questione legislativa: il nuovo articolo 187 del Codice della Strada necessita di una revisione che distingua chiaramente tra chi guida in stato di alterazione e chi assume legalmente sostanze cannabinoidi senza alcun impatto sulla capacità di guida.

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