Antidroga RAI: la Cannabis non è come la dipinge la TV

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La nuova campagna antidroga della RAI, intitolata "Fermati. Pensaci un minuto", ha acceso un acceso dibattito. Essa infatti si presenta come una campagna di sensibilizzazione, tuttavia è ricca di disinformazione e di stigmatizzare ingiustamente la cannabis.

Le critiche alla campagna

Le critiche alla campagna si concentrano su alcuni punti chiave:

  • Mancanza di informazioni scientifiche accurate: La campagna non fornirsce informazioni scientifiche accurate sulla cannabis, in particolare sui suoi potenziali benefici terapeutici. Ad esempio, uno degli spot sostiene che la cannabis può causare schizofrenia, un'affermazione non supportata da prove scientifiche.
  • Sensazionalismo: La campagna utilizza un linguaggio sensazionalistico, creando un'immagine distorta dei pericoli della cannabis. Ad esempio, uno spot mostra un giovane che fuma cannabis e poi guida pericolosamente, suggerendo che la cannabis causi automaticamente comportamenti spericolati.
  • Stigma: La campagna stigmatizza ingiustamente i consumatori di cannabis, presentandoli come persone irresponsabili e pericolose. Questo potrebbe scoraggiare le persone che potrebbero beneficiare dell'uso medico della cannabis dal cercare aiuto.

Questa campagna fuorviante e dannosa ignora i benefici terapeutici della cannabis e contribuisce a perpetuare gli stereotipi negativi sui consumatori di cannabis.

Il paradosso dell'equiparare tutte le droghe

Nonostante le campagne governative contro il consumo di cannabis, l'alcol è la droga più preferita dai giovani. Il rapporto Istat del 2021 mostra che il 18% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni consuma alcol occasionalmente. La Rai limita la pubblicità degli alcolici in alcune fasce orarie, ma il consumo continua a essere promosso. Studi del 2013 e del 2023 hanno evidenziato che l'esposizione alla pubblicità di alcolici aumenta il consumo tra gli adolescenti. Non tutte le droghe sono uguali: alcune sostanze stupefacenti e psichedeliche hanno applicazioni terapeutiche per disturbi post-traumatici da stress, come riportato da Facta.