Il gip porta il Dl Sicurezza alla Consulta: “La legge viene prima della propaganda governativa”

Il gip porta il Dl Sicurezza alla Consulta: “La legge viene prima della propaganda governativa”

Dopo mesi di contenziosi e sequestri, il passaggio dal giudice di Brindisi porta la controversia davanti alla Corte costituzionale: la questione non è più solo amministrativa o penale, ma costituzionale e strategica per l’intero settore della canapa industriale.

Perché il GIP ha sollevato la questione

La rimessione all’esame della Consulta nasce dalla valutazione che l’articolo 18 introduca un divieto generalizzato sulle infiorescenze, senza considerare il criterio dell’offensività né la distinzione tecnica tra canapa industriale a basso THC e sostanze stupefacenti. Il provvedimento è stato ritenuto sospetto sotto profili formali, sostanziali e di conformità al diritto europeo.

Il fulcro: l’intervento di Lorenzo Simonetti

«È con grande soddisfazione professionale che accolgo la decisione del GIP di Brindare la questione di legittimità costituzionale dell’art. 18 — la canapa industriale deve e può essere prodotta nella sua interezza. Ora l’obiettivo è che altri giudici riconoscano l’incostituzionalità del divieto penalmente rilevante.»

Nel suo intervento, Simonetti ha spiegato che la strategia difensiva è stata costruita su tre pilastri: dimostrare il vizio formale nell’inserimento della norma in un decreto-legge non giustificato dall’urgenza, evidenziare la violazione del principio di offensività (non si può punire l’assenza di danno) e segnalare il possibile conflitto con il diritto dell’Unione Europea sulla libera circolazione dei prodotti agricoli.

Cosa propone la strategia difensiva

  • Sospendere o collegare i procedimenti penali pendenti alla questione già rimessa alla Corte costituzionale, per evitare decisioni contrastanti sui sequestri.
  • Richiedere misure conservative che congelino sequestri e confische in attesa della pronuncia della Consulta.
  • Coordinare l’azione difensiva con associazioni e giuristi per presentare davanti ai tribunali e al legislatore un quadro scientifico e giuridico coerente.
Impatto pratico: la pronuncia della Consulta potrebbe determinare la disapplicazione dell’art.18 nei casi concreti, riducendo i sequestri e chiarendo il perimetro legale per produttori, trasformatori e commercianti.

La reazione della filiera

Associazioni e operatori del settore interpretano la rimessione come una vittoria di metodo e sostanza: l’obiettivo condiviso è ottenere norme chiare e scientificamente fondate che tutelino la canapa industriale come coltura agricola legittima, valorizzandone l’aspetto economico e ambientale senza criminalizzarla in modo indiscriminato.

Un appello all’unità

Simonetti invita produttori e addetti della filiera a non arrendersi: «Contestare, giorno per giorno, aula per aula, ogni imputazione fondata sull’equiparazione delle infiorescenze industriali alle sostanze stupefacenti». L’unità organizzativa tra giuristi, associazioni e operatori viene indicata come l’arma principale per ottenere una riforma normativa coerente con la scienza e con il diritto europeo.

Prossime mosse

I tempi della Corte costituzionale non sono brevi: intanto, le difese potranno chiedere la sospensione dei procedimenti o puntare su azioni rapide per ottenere dissequestri provvisori. Sul piano politico resta aperto il confronto su possibili correttivi normativi che concilino controllo e certezza del diritto.

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