Cannabis davanti a Montecitorio: la protesta che sfida il Decreto Sicurezza

Cannabis davanti a Montecitorio: la protesta che sfida il Decreto Sicurezza

Cannabis Light e Decreto Sicurezza 2025: cosa sta succedendo in Italia

Il 20 aprile — la Giornata Mondiale della Cannabis — quest'anno ha un sapore amaro per la filiera italiana della cannabis light. Mentre in Parlamento si accende il dibattito politico, il settore fa i conti con una normativa sempre più restrittiva.

Il Decreto Sicurezza e il colpo alla cannabis light

Entrato in vigore nell'aprile 2025, il Decreto Sicurezza ha introdotto una delle norme più impattanti degli ultimi anni per il settore CBD italiano.

L'articolo 18 del decreto consente la produzione di infiorescenze di cannabis contenenti CBD solo se destinate al florovivaismo professionale, vietandone di fatto ogni altro utilizzo: commercio, lavorazione, detenzione e vendita.

In pratica, coltivatori e rivenditori di cannabis light rischiano oggi sequestri e denunce per violazione del Testo Unico Stupefacenti — anche se i prodotti contengono THC ben al di sotto delle soglie legali.

Le reazioni: "Norme irragionevoli"

Le associazioni di settore definiscono queste misure "irragionevoli". Chi subisce un sequestro può ricorrere al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale), mentre in caso di misure cautelari è possibile presentare ricorso al Tribunale del Riesame.

Sul fronte politico, il segretario di +Europa Riccardo Magi ha portato la questione direttamente in Parlamento il 20 aprile, denunciando come il decreto "restringa ulteriormente l'attenuante della lieve entità" e si scontri con una sentenza della Corte Costituzionale del 2025, che aveva ribadito come lo spaccio di lieve entità non debba essere punito con il carcere ma con pene alternative.

Cosa significa per i consumatori di CBD

Per chi acquista prodotti CBD legali — oli, fiori, integratori — il quadro normativo è in evoluzione e richiede attenzione.

È fondamentale affidarsi a brand che:

  • ✅ Operano nel pieno rispetto delle normative vigenti
  • ✅ Forniscono certificati di analisi (CoA) aggiornati per ogni lotto
  • ✅ Garantiscono tracciabilità completa dalla coltivazione al prodotto finito
  • ✅ Monitorano costantemente l'evoluzione legislativa

La posizione di Radici Farm

In Radici Farm seguiamo con attenzione ogni aggiornamento normativo. La nostra filiera è costruita sulla trasparenza: ogni prodotto è accompagnato da analisi di laboratorio indipendenti e rispetta i limiti di legge vigenti.

In un momento di incertezza come questo, la qualità certificata e la fiducia nel brand non sono mai stati così importanti.

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