Dai 500 kg sequestrati al dissequestro totale: la vittoria legale sulla canapa industriale a Bari
Share
Il recente sequestro di circa 500 kg di derivati di canapa industriale a Bari, conclusosi con la scarcerazione dell’indagato e il dissequestro totale dei prodotti, rappresenta un caso emblematico per il settore della cannabis legale in Italia. L’avvocato Lorenzo Simonetti, difensore del coltivatore coinvolto, ha ricostruito le fasi della vicenda, mettendo in luce l’importanza delle analisi di laboratorio e del rispetto del quadro normativo sulla canapa industriale. [40]
Il sequestro a Bari: 500 kg di infiorescenze e resina di canapa industriale
Il 18 settembre le forze dell’ordine hanno proceduto al sequestro di circa 500 kg di derivati di canapa industriale tra infiorescenze e resina, riconducibili alla coltivazione del cliente assistito dall’avvocato Lorenzo Simonetti. Si tratta di quantitativi rilevanti, tipici di un’attività agricola strutturata nel settore della canapa legale. [40]
Contestualmente al sequestro del materiale, l’indagato è stato sottoposto a custodia cautelare in carcere, misura particolarmente gravosa se rapportata alla natura della coltivazione, riconducibile alla filiera della canapa industriale disciplinata dalla legge italiana. [40]
Custodia cautelare in carcere e prima udienza
Il soggetto è rimasto ristretto in carcere per due giorni, in attesa dell’udienza davanti al giudice competente di Bari. In quella sede, l’avvocato Simonetti ha evidenziato una criticità fondamentale del procedimento: l’assenza delle analisi sul prodotto sequestrato. Senza un accertamento tecnico sul contenuto di THC e sulla conformità alle soglie previste per la canapa industriale, mancava un presupposto essenziale per configurare la sostanza come stupefacente ai fini penali. [40]
Proprio questa carenza ha permesso alla difesa di ottenere l’immediata scarcerazione del proprio assistito, dimostrando quanto sia determinante il dato scientifico nella distinzione tra cannabis legale e sostanza stupefacente illecita. [40]
Il ruolo decisivo delle analisi sui derivati di canapa industriale
Una volta eseguite le analisi di laboratorio sul materiale sequestrato, il quadro probatorio è cambiato radicalmente. I risultati hanno confermato la natura di derivati di canapa industriale, rientranti nel perimetro della coltivazione legale, e hanno rafforzato la linea difensiva sostenuta dall’avvocato Lorenzo Simonetti. [40]
A fronte di questi esiti, la difesa ha presentato un’istanza di sollecitazione al pubblico ministero, chiedendo di trarre le conseguenze giuridiche dai dati tecnici acquisiti e di rivalutare la legittimità del sequestro eseguito sui prodotti. [40]
Dal sequestro al dissequestro integrale
Accolta la sollecitazione, il pubblico ministero ha richiesto al giudice per le indagini preliminari di disporre il dissequestro dei prodotti. Il giudice, sulla base delle risultanze analitiche e della nuova valutazione giuridica del caso, ha emesso un provvedimento di dissequestro integrale di tutti i 500 kg di infiorescenze e resina di canapa industriale. [40]
In questo modo l’intero carico – inizialmente trattato come potenziale sostanza stupefacente – è stato restituito al legittimo proprietario, chiudendo di fatto il cerchio: prima l’arresto, poi la scarcerazione e infine il dissequestro totale del materiale. [40]
Perché il caso di Bari è significativo per la cannabis legale
Secondo l’avvocato Lorenzo Simonetti, il caso di Bari è particolarmente significativo perché mostra come, in assenza di analisi rigorose, la canapa industriale possa essere trattata come sostanza illegale, con conseguenze pesantissime per produttori e operatori del settore. [40]
Allo stesso tempo la vicenda dimostra che una difesa tecnica preparata, fondata sul quadro normativo e sulle verifiche scientifiche, può ribaltare completamente l’impostazione iniziale dell’accusa, tutelando i diritti degli imprenditori della filiera della canapa industriale. [40]
Tutela dei coltivatori e certezza del diritto
Per i coltivatori e le aziende che lavorano con derivati di canapa industriale, la certezza del diritto è fondamentale: senza un’applicazione corretta delle norme e senza un uso sistematico delle analisi di laboratorio, il rischio di sequestri e procedimenti penali ingiustificati rimane concreto. [40]
Il caso di Bari, conclusosi con la scarcerazione dell’indagato e il dissequestro integrale dei prodotti, invia un messaggio chiaro: la distinzione tra canapa industriale legale e sostanze stupefacenti non può prescindere dai dati scientifici e da una rigorosa verifica tecnica del prodotto. [40]
Il messaggio dell’avvocato Lorenzo Simonetti al settore della canapa industriale
Attraverso questo caso, l’avvocato Lorenzo Simonetti lancia un segnale importante a tutto il comparto della cannabis legale: conoscere il quadro normativo, documentare correttamente le coltivazioni e pretendere analisi accurate sui prodotti è essenziale per difendersi da provvedimenti sproporzionati. [40]
Il sequestro di Bari, prima applicato in modo massivo su 500 kg di derivati di canapa industriale e poi completamente revocato, diventa così un precedente significativo e un monito a trattare la canapa industriale per ciò che è: una coltura regolata dalla legge, da valutare sulla base di dati oggettivi e non di mere presunzioni. [40]